May 11, 2026 Last Updated 3:24 PM, Apr 21, 2026
Carlo Buonerba

Carlo Buonerba

Festeggiamo insieme il Natale!

La LILT Napoli e l’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli vi aspettano al Concerto di Enzo Gragnaniello con la partecipazione straordinaria di Ornella Vanoni. 

Il concerto sarà preceduto da cocktail di benvenuto alle ore 19.30 presso "Opera Cafè" via San Carlo 2.

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www.festavico.com 

FESTA A VICO 2016
29-30-31 MAGGIO
Istituto Nazionale Tumori Napoli
Fondazione G.Pascale
Struttura Complessa di Oncologia Chirurgica Colorettale
Direttore: Dott Paolo Delrio


Responsabile del progetto: Dott Ugo Pace
E
LILT
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori sezione di Napoli
Presidente
Prof. Adolfo D’Errico Gallipoli


Il tumore colon retto


Il carcinoma del colon-retto è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione italiana e l'incidenza di tale tumore nel corso della vita (fra 0 e 74 anni) è di un uomo ogni 11 e di una donna ogni 18. E purtroppo in Campania si muore di cancro molto di più che in altre regioni d’Italia. Per tale motivo oggi è sempre più stringente e sentito il bisogno di una prevenzione primaria che si basa sulla correzione dei fattori di rischio eliminabili. La prevenzione di maggior impatto è però quella secondaria che passa attraverso la rimozione delle lesioni precancerose (polipi) che possono precedere di anni lo sviluppo del tumore. La diagnosi precoce, ovvero l’identificazione di queste lesioni, o almeno la diagnosi precoce di cancro guaribile, possono avvenire in pazienti asintomatici (screening) attraverso diverse modalità. In Italia sono attivi programmi regionali di screening di popolazione che si basano sulla ricerca di sangue occulto nelle feci, ogni due anni, nei soggetti di età superiore a 50 anni. Attenzione particolare allo screening per il cancro colorettale dovrebbero avere i soggetti che hanno familiarità (parenti di primo grado) per questo tipo di tumore. La terapia di scelta è la chirurgia: sulla base della posizione del tumore si procederà con un intervento parziale o, nei casi più gravi, con la totale asportazione del tratto di colon interessato o del retto. Rispetto agli interventi demolitivi effettuati fino a non molti anni fa, la chirurgia del tumore del colon e soprattutto quella per il tumore del retto è sempre più conservativa. Oramai è sempre più raro il ricorso alla cosiddetta stomia (ovvero all’apertura dell’intestino sulla parete addominale con la creazione del cosiddetto ano artificiale, ovvero un’apertura che consenta di raccogliere le feci con appositi presidi). La chirurgia laparoscopica permette di eseguire questi interventi in modo oncologicamente corretto e grazie all’ingrandimento delle immagini e alla possibilità di raggiungere con la telecamera zone altrimenti poco visibili, rende la dissezione più precisa e meticolosa. La classica incisione mediana , che in alcune realtà ospedaliere ancora si estende dal pube allo sterno, viene sostituita da 3-4 incisioni di massimo 10 mm l’una e da un’incisione di pochi centimetri per l’estrazione del pezzo operatorio. Altri notevoli vantaggi sono una più rapida mobilizzazione, alimentazione precoce e dunque ridotta degenza ospedaliera. La deiscenza anastomotica resta la più temuta tra le complicanze precoci dopo chirurgia colorettale in quanto peggiora la prognosi a breve e lungo termine, oltre ad aumentare i tempi e i costi di degenza. Restano divergenze sulle cause possibili della complicanza anastomotica e numerosi trial non hanno riscontrato differenze significative di ordine tecnico tali da identificare un gold standard per prevenirle. L’incidenza delle deiscenze anastomotiche riportata in letteratura varia tra il 3 e il 21% e non si è sensibilmente modificata negli ultimi decenni e richiede nella maggioranza dei casi un reintervento chirurgico. A questo proposito l’escissione del mesoretto, ormai da tutti accettata come parte della tecnica standard nel trattamento chirurgico delle neoplasie rettali, comporta inevitabilmente l’esecuzione di anastomosi intestinali sempre più basse, aumentando di conseguenza il rischio di fistole anastomotiche. Il deficit di vascolarizzazione dell’anastomosi è considerata una delle principali cause di deiscenza anastomotica e si manifesta durante la degenza postoperatoria condizionante un reintervento chirurgico con confezionamento di una ileo o colostomia derivativa. Enorme è il disagio psicologico, fisico e sociale del paziente stomizzato oltre a un notevole aggravio dei costi per il Sistema Sanitario Nazionale. Nella chirurgia dei tumori avanzati del colon retto un’altra temibile complicanza è la lesione ureterale. Di fondamentale importanza è il riconoscimento della lesione durante l’intervento chirurgico, ripararla immediatamente così da evitare un ulteriore ricovero e un ulteriore intervento con le possibile sequele medico-legali. L’impiego routinario pre-operatorio di diagnostica per immagini, ultrasuoni, pielografia, TAC, MRI, non hanno mostrato una significativa riduzione delle lesioni ureterali né un rapporto costo/efficacia favorevole. Il tipo di diagnostica e quando richiederla dovrebbe essere stabilito caso per caso in base alla patologia addominale e al tipo di intervento che si ritiene di dover fare.

Per ridurre al massimo queste due temibili complicanze sopra descritte la nostra struttura vorrebbe acquistare una particolare strumentazione laparoscopica di seguito indicata (piattaforma AIM)

Si prega di cliccare sotto per scaricare la documentazione informativa allegata.

 

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Il carcinoma della vescica è un tumore che colpisce soprattutto i fumatori e che esige una diagnosi precoce.

La diagnosi precoce permette non solo di migliorare drammaticamente la prognosi, ma spesso consente anche di evitare l'asportazione della vescica, definita in termine tecnico "cistectomia", intervento di chirurgia maggiore che può avere conseguenze negative sulla qualità di vita e sul benessere psicologico del paziente.

Il tumore della vescica può essere prevenuto e diagnosticato precocemente. Innanzitutto bisogna smettere di fumare!

La seconda raccomandazione da rispettare è quella di prestare attenzione ad alcuni segnali importanti e riferirli al medico curante. Tra questi, primo fra tutti è l'ematuria, e cioè la presenza di sangue nelle urine.

Quando non si riesca a diagnosticare il tumore in tempo perchè possa essere asportato e guarito con la terapia combinata (chirurgia/radioterapia con o senza chemioterapia), la malattia diventa generalizzata, e il solo trattamento possibile è quello sistemico, basato sulla chemioterapia.

A differenza di altri tipi di tumore, solo un numero limitato di chemioterapici funziona davvero nel tumore della vescica, e alcuni di questi, come il cisplatino, sono associati ad una serie di effetti collaterali di rilievo.

In uno studio retrospettivo condotto presso l'Università Federico II di Napoli e altri tre ospedali campani, con la consulenza scientifica di giovani ricercatori dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano e   dell'Università di Bari, è emerso che una terapia orale a base di ciclofosfamide somministrata in pazienti con tumore della vescica avanzato è risultata associata ad una maggiore sopravvivenza rispetto ad altre terapie, peraltro peggio tollerate.

I risultati di tale studio, condotto in una coorte di 52 pazienti con il supporto della LILT di Napoli, saranno pubblicati sulla prestigiosa rivista "Medicine".

La ciclofosfamide orale non ha dato praticamente nessuna tossicità di rilievo, e in un caso ha portato ad una risposta radiologica completa, come documentato dalle immagini pubblicate nell'articolo.

La speranza è che questi risultati, che non possono essere tuttavia considerati definitivi, saranno confermati da studi prospettici di confronto con altre terapie o addirittura con il placebo e potranno offrire una possibilità ulteriore ai pazienti affetti da questa grave malattia.

 

 

 

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Collabora anche tu con una donazione: acquisteremo un importante strumento diagnostico per la prevenzione del tumore al seno.

Fai click sul seguente link e dona su Tomosintesi, la Mammografia del futuro – LILT Napoli

 

TOMOSINTESI “La Mammografia del Futuro

LA PREVENZIONE NON PUÒ ASPETTARE….. TUTTI IN ‘PIATTAFORMA’ A SOSTENERE

LILT E ISTITUTO BANCO DI NAPOLI FONDAZIONE

 

LA LILT E L’ISTITUTO BANCO DI NAPOLI FONDAZIONE PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO

Un video targato LILT- Istituto Banco di Napoli Fondazione per promuovere una raccolta fondi per l’acquisto di uno degli ultimi ritrovati in fatto di diagnostica preventiva del tumore al seno: la Tomosintesi Mammaria, cioè, per semplificare una strumentazione in grado di eseguire una mammografia in 3D.

A tal scopo l’Istituto Banco di Napoli Fondazione ha messo a disposizione la propria piattaforma di crowdfundingmeridonare.it, dedicata alle campagne di raccolta fondi per il finanziamento di progetti sociali, culturali e civici da realizzare nel Mezzogiorno d’Italia. Una start up innovativa inaugurata a settembre scorso che già si è imposta come prima piattaforma del suo genere.

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Anche quest’anno l’Associazione Donna come Prima rinnoverà l’appuntamento con il mercatino di Natale. La Kermesse di beneficenza si terrà dal 7 al 15 dicembre presso il salone del Day Hospital dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli Fondazione “G.Pascale” dalle ore 9.30 alle ore 15.00.

Un mercantino natalizio pieno di colori, regali, oggetti per la casa, preziosi bijoux, addobbi e decorazioni natalizie donati da diverse Aziende che con il loro affetto sostengono le iniziative della LILT – Donna come Prima.

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